
28) Leopardi. Sopra il ritratto di una bella donna.
Questa  una delle ultime composizioni di Leopardi in cui 
riproposto il tema della vacuit della condizione umana, in un
momento della vita del poeta in cui brevissimo se non del tutto
scomparso  il corso della speme (vedi Alla Luna, versi 13-14).
Eppure la prima strofa, di cui proponiamo la lettura,  un
capolavoro dell'arte poetica di Leopardi che riesce a rendere vita
alla morte. I versi l-7 sono la fotografia impietosa della realt
(ossa e fango); la stessa crudezza si trova nei versi l7-l9
(fango e ossa). Dal fango della decomposizione si erge - come
Fenice immortale - la vita, con tutto il suo sangue e la sua linfa
e i suoi umori: le orbite cave di un teschio alloggiano di nuovo
occhi lucenti, e tutto il corpo di una donna giovane e bella
cancella le ossa dello scheletro: Il poeta si abbandona a un amore
appassionato per quella vita che egli stesso ha ri-creato.
G. Leopardi, Sopra il ritratto di una bella donna, versi l-l9
(l83l-l835) (vedi manuale pagina l24).
1   Tal fosti: or qui sotterra.
2   polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango.
3   immobilmente collocato invano,.
4   muto, mirando dell'etadi il volo,.
5   sta, di memoria solo.
6   e di dolor custode, il simulacro.
7   della scorsa belt. Quel dolce sguardo,.
8   che tremar fe', se, come or sembra, immoto.
9   in altrui s'affis; quel labbro ond'alto.
10  par, come d'urna piena,.
11  traboccare il piacer; quel collo, cinto.
12  gi di desio; quell'amorosa mano,.
13  che spesso, ove fu porta,.
14  sent gelida far la man che strinse;
15  e il seno, onde la gente.
16  visibilmente di pallor si tinse,.
17  furo alcun tempo: or fango.
18  ed ossa sei: la vista.
19  vituperosa e trista un sasso asconde.
 (G. Leopardi, Canti, Newton Compton, Roma, l996, pagine l92-l93).
